Comune di Brindisi

Provincia di Brindisi, Puglia

Terza città del Salento per popolazione e ricca di antica storia, è sempre stata caratterizzata dal grande porto naturale e dalla particolare posizione geografica all'estremo sud-est dell'Italia, che l'hanno resa transito privilegiato nei contatti via mare con l'Oriente.

Il toponimo Brundusium in latino deriverebbe dal messapico "testa di cervo", con allusione alla forma del porto.
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Brindisi, Puglia

In breve

Area: 328 km² -- Altitudine: 15 m s.l.m. -- Popolazione: circa 90mila abitanti -- Densità: 274 abitanti per km² -- Codice Avviamento Postale: 72100 -- Prefisso telefonico: 0831 -- Santo Patrono: Santi Lorenzo e Teodoro celebrati nella prima settimana di settembre -- Frazioni e Località: Tuturano, Balie, Brindisi Casale, Case Bianche, Isola la Chiesa, Isola Traversa, Lago Cillarese, Lobia, Montenegro, Pedagne Grandi, Posticeddu, Scogli di Apani, Stazione di Tuturano, Torre Rossa

La storia

Grazie al fertile territorio circostante, divenne la città più importante dell'area Messapica in Italia e 245 a.C. colonia romana. Si sviluppoò fortemente in seguito alla costruzione della Via Appia che la mise in comunicazione con Tarentum. Dopo la guerre puniche divenne il principale punto di imbarco per la Grecia e l'Oriente, in particolare con i porti di Durazzo e Corcyra. Durante la guerra sociale ricevette la cittadinanza romana, ed ricevette il titolo di porto franco da Silla. Qui morì Virgilio (19 aC) al suo ritorno dalla Grecia. In era imperiale arrivò a toccare i 100mila abitanti.

Alla caduta dell'Impero d'Occidente venne prima occupata daigli Ostrogoti e successivamente riconquistata dall'Impero bizantino. Conquistata dai Normanni nel 1070 divenne nei secoli seguenti parte del Regno di napoli, di cui condivise le sorti. Tra il settembre 1943 e il febbraio 1944 la città fu capitale d'Italia.

Luoghi d'interesse

  • il Castello Svevo o Castello Grande iniziato da Federico II nel secolo XIII, trasformato sotto gli Aragonesi con l'aggiunta di quattro torri, e poi dismesso per secoli finché nel 1813 Gioacchino Murat lo trasformò in penitenziario; dal 1909 è utilizzato dalla Marina Militare;
  • il Castello Aragonese, noto anche come Forte a Mare, iniziato dal re Ferdinando I di Napoli nel 1491 sull'Isola di Sant'Andrea fronteggiante il porto.
  • la Cattedrale, eretta in stile romanico nell'XI secolo, ma completamente ricostruita dopo il terremoto del 20 febbraio 1743; è ancora visibile l'originario pavimentazione a mosaico;
  • il Santuario di Santa Maria Madre della Chiesa, visita il sito, che custodisce un antico affresco con l'immagine della Beata Vergine Maria che su di un braccio sostiene il Bambin Gesù e sull'altro un gallo, nota come Beata Vergine di Gallico;
  • il Museo Archeologico Provinciale F. Ribezzo in Piazza Duomo;
  • il Museo Etnico della Civilta' Salentina Agrilandia Museum, in Via Ciciriello 8;
  • una delle due antiche colonne simbolo della città, che si riteneva segnassero l'arrivo della Via Appia, ma con maggiore probabilità indicavano il porto ai naviganti. La colonna superstite è alta 18.74 m, dell'altra, che crollò nel 1582, resta solo il piedistallo.

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