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Comune di Villacidro

Provincia di Medio Campidano, Sardegna

45 chilometri a nord ovest di Cagliari, ai piedi dei contrafforti montuosi del Linas è, assieme a Sanluri, capoluogo provinciale e il centro più popoloso del Medio Campidano.

Circondata da colline, è rinomata per le sue ciliegie, gli agrumi e l'olio d'oliva. Terra natale dello scrittore Giuseppe Dessì, vincitore nel 1972 del Premio Strega, nostalgico narratore della sua terra.

In breve

Area: 183 km² -- Altitudine: 256 m s.l.m. -- Popolazione: circa 14,500 abitanti -- Densità: 79 abitanti per km² -- Codice Avviamento Postale: 09039 -- Prefisso telefonico: 070 -- Coordinate: 39°27'0"N - 8°44'0"E -- Santo Patrono: Santa Barbara celebrata il 4 dicembre

La storia

Il territorio, favorito da grande abbondanza d'acqua, testimonia la presenza di insediamenti umani fin dalla preistoria in Sa Spendula, Seddanus, Cannamenda, Seddus e lungo il corso del rio Villascema e del rio Leni. In età nuragica sorsero molti villaggi, come Cottega, Narti, Nuraxi, le cui popolazioni probabilmente sfruttavano già dalla fine del secondo millennio a.C. le risorse minerarie di Canale Serci. Insediamento in seguito romano, come documentano le tombe di Seddanus e la necropoli scoperta in pieno centro storico nel 1873 sotto l'ex convento dei Mercedari e numerose altre tombe romane trovate in seguito im molti altri siti e i resti di due terme a Nuraxi e Bangiu.

Probabilmente Villacidro sorse intorno a una villa di qualche possidente latino, e il toponimo deriverebbe da "villa citra" cioè al di qua dal fiume rispetto a Leni, centro abitato più grande ed antico.

Disabitato per molti secoli durante l'Alto Medioevo, nel XV secolo era feudo dei Civiller; nel 1582 con la morte di Fabrizio Gerp, ultimo erede della casata, il feudo tornò sotto la giurisdizione regia, e nel 1594 venne messo all'asta dal re Filippo II, e se lo aggiudicò don Giovanni Gerolamo Brondo, al tempo semplice cavaliere. Nel 1603 don Antonio Brondo fu nominato conte di Serramanna e marchese di Villacidro; suo figlio don Francesco Lussorio, secondo marchese di Villacidro, sposò donna Faustina di Castelvì, che alla morte del marito restò padrona del feudo; la marchesa morì nel 1668, e molti passaggi di signoria nel 1744, il marchesato di Villacidro e Palmas fu confiscato dal re Carlo Emanuele III.

Nel 1768 entrò a far parte della diocesi di Ales e vi si stabilì il vescovo Giuseppe Maria Pilo, il quale acquisì il palazzo dei Marchesi Brondo, ex feudatari di Villacidro. Dal 1807 al 1821 fu sede di Prefettura e capoluogo di provincia, con giurisdizione su 42 Comuni.

Strutture ricettive in Villacidro

Luoghi d'interesse

  • il museo archeologico Villa Leni
  • il museo farmaceutico Sa Potecarìa, visita il sito
  • il Museo di Arte Sacra.
  • la Cascata di Sa Spendula, 1,5 km. dal paese lungo la per Gonnosfanadiga, verso nord; composta da tre salti e creata dal torrente Cuxinas, che dalla base della cascata prende il nome di Rio Seddanus, fu resa celebre da Gabriele D'Annunzio, che visitò la cascata il 17 maggio 1882 e la descrisse in un sonetto.

Link suggeriti

La Spendula, di Gabriele D'Annunzio

    Dense di celidonie e di spineti
    le rocce mi si drizzano davanti
    come uno strano popolo d'atleti
    pietrificato per virtù d'incanti.

    Sotto fremono al vento ampi mirteti
    selvaggi e gli oleandri fluttuanti,
    verde plebe di nani; giù pei greti
    van l'acque della Spendula croscianti.

    Sopra, il cielo grigio, eguale. A l'umidore
    della pioggia un'acredine di effluvi
    aspra esalano i timi e le mortelle.

    Ne la conca verdissima un pastore
    come fauno di bronzo, erto sul calcare,
    guarda immobile, avvolto in una pelle.