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Comune di Arezzo

Provincia di Arezzo, Toscana

Adagiata su un pendio nell'ampia conca fra il Valdarno e la Val di Chiana, è città d'arte di origini etrusco-romane, libero comune dalla fine del XI al XIV secolo, luogo natale di Francesco Petrarca, e conserva notevoli testimonianze rinascimentali con opere di artisti quali Piero della Francesca.

L'economia è essenzialmente basata su agricoltura, turismo e piccole attività imprenditoriali. Eventi importanti sono la Giostra del Saracino che si svolge la prima domenica di settembre in piazza Grande e la Fiera Antiquaria mensile, tra le più importanti in Italia.

Luoghi d'interesse

  • i Musei nella Città di Arezzo;
  • il Duomo di Arezzo, o Cattedrale di San Donato, in stile gotico, che ospita il sepolcro di Papa Gregorio X, un coro ligneo disegnato da Giorgio Vasari, e la Maddalena di Piero della Francesca (c. 1460);
  • la piazza di San Francesco, ove prospetta l'omonima basilica gotica con l'affresco La Leggenda della Vera Croce nella Cappella Bacci, di Piero della Francesca;
  • su via Cavour e corso Italia la Pieve di Santa Maria (XIII secolo), con facciata orizzontale quasi schiacciata dall'imponente campanile traforato da bifore, alto ben 59 metri e noto come il campanile dalle cento buche;
  • la via della Seteria che porta a Piazza Grande tra botteghe e palazzi medievali caratterizzati da stili architettonici di varie epoche quali la romanico-gotica S. Maria in Pieve, il palazzo del tribunale e il palazzo della Confraternita gotico-rinascimentale;
  • la chiesa gotica di San Domenico (1275) con all'interno un crocifisso del Cimabue (c. 1260) e affreschi di scuola senese ed aretina;
  • il Palazzo quattrocentesco Bruni-Ciocchi che ospita il Museo Medievale e Moderno, con opere di Margarito d'Arezzo, Luca Signorelli, Rossellino e Andrea della Robbia, nonché una notevole collezione di maioliche dal XII al XVIII secolo;
  • lungo la via Garibaldi a semicerchio lungo la città prospetta la chiesa rinascimentale della SS. Annunziata;
  • dalla piazza di Sant'Agostino e lungo le vie di Margaritone e Crispi i ruderi dell'anfiteatro Romano, molte pietre del quale furono impiegate per la costruzione di edifici, come il cinquecentesco monastero di San Bernardo, oggi sede del Museo Archeologico Mecenate;
  • il Santuario di Santa Maria delle Grazie su un sito pagano edificato intorno ad una fonte consacrata ad Apollo, detta Fonte Tecta, la quale venne distrutta nel 1428 per edificarvi su un oratorio; oggi si presenta con portico quattrocentesco e all'interno altare in marmo e terracotta opera di Andrea della Robbia;
  • la Fiera Antiquaria, la prima domenica di ogni mese ed il sabato precedente;
  • la Giostra del Saracino, sfida tra cavalieri di contrade diverse, si tiene alla fine del mese di giugno, e la prima domenica di settembre.

La storia

Fu una delle città etrusche maggiormente popolate, guerreggiò con Roma, poi fu sua alleata, poi di nuovo avversaria nella guerra sociale, per cui fu distrutta e devastata da Silla. Durante le invasioni barbariche fu saccheggiata da Totila e infine restaurata da Giustiniano.

Nel XI secolo si costituì in comune. I guelfi cacciati dalla città si unirono con i fiorentini e furono vincitori nella battaglia di Campaldino (1289, vi prese parte anche il sommo Poeta Dante Alighieri dalla parte dei Guelfi). Nel secolo seguente fu sconvolta da lotte interne e guerreggiò con Firenze; nel 1384 Inghiramo de Coucy conquistò la città e la vendette ai Fiorentini, ai quali essa si ribellò più volte nel XV e XVI secolo.

Cadde definitivamente sotto l'influenza di Firenze e della sua famosa famiglia dei Medici, Cosimo volle riedificarla e fortificarla con mura, bastioni e fortificazioni. In questo tempo durante la ricostruzione furono rinvenute le statue di Minerva e della Chimera di epoca ellenica ed etrusco-romana (III a.C - I d.C.).

Sotto il granducato dei Medici, come in tutta la Toscana, vi fu un decadimento urbanistico e demografico che solo nel 1700 ebbe un'evoluzione positiva grazie all'illuminato Pietro di Lorena. Sotto il dominio dei Francesi si ebbero in Arezzo, come in altre parti d'Italia, dei moti rivoluzionari contro l'invasore che la portarono dopo la disfatta di Napoleone a far parte del Granducato di Toscana e nell'anno 1860 del regno d'Italia. A seguito della bonifica della Val di Chiana avvenuta qualche decennio prima Arezzo riprese il suo ruolo di snodo fra il nord e il centro Italia.

In breve

Area: 386 km² -- Altitudine: 296 m s.l.m. -- Popolazione: circa 97mila abitanti -- Densità: 252 abitanti per km² -- Codice Avviamento Postale: 52100 -- Prefisso telefonico: 075 -- Coordinate: 43°47'12"N 11°86'30" E -- Santo Patrono: San Donato celebrato il 7 agosto -- Frazioni e Località: Agazzi, Antria, Badia San Veriano, Bagnaia, Bagnoro, Battifolle, Campoluci, Campriano, Ceciliano, Chiani, Chiassa Superiore, Cincelli, Frassineto, Gaville, Giovi, Gragnone, Il Matto, Indicatore, La Pace, Le Poggiola, Meliciano, Misciano, Molinelli, Molin Nuovo, Monte Sopra Rondine, Montione, Mugliano, Olmo, Ottavo, Palazzo del Pero, Patrignone, Pieve a Ranco, Poggio Ciliegio, Policiano, Pomaio, Ponte a Chiani, Ponte alla Chiassa, Pieve a Quarto, Pieve Santo Stefano, Ponte Buriano, Poti, Pratantico, Policiano, Puglia, Quarata, Rigutino, Ripa di Olmo, Rondine, Ruscello, San Firenze, San Giuliano, San Leo, San Marco Vill'Alba, San Polo, Santa Firmina, Santa Maria alla Rassinata, Sant'Anastasio, Sant'Andrea a Pigli, San Zeno, Sargiano, Staggiano, Stoppe d'Arca, Torrino, Tregozzano, Venere, Vitiano

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