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Comune di FirenzeProvincia di Firenze, Toscana
Cuore e capoluogo regionale della Toscana, città ricca d'arte e storia come poche altre, è universalmente considerata il centro mondiale del Rinascimento.
L'inconfondibile fisionomia della città deriva dal lento scorrere dell'Arno che solca la città vecchia, e dal patrimonio inestimabile di bellezze architettoniche ed artistiche conservate nel suo centro storico, che è annoverato tra i siti Unesco Patrimonio dell'Umanità (vedi la scheda).
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In breve
Area: 102,41 km²
-- Altitudine: 50 m s.l.m.
-- Popolazione: circa 360mila abitanti
-- Densità: 3561 abitanti per km²
-- Codice Avviamento Postale: 50100, ma verificare il codice specifico dei singoli indirizzi sullo stradario di Firenze -
-- Prefisso telefonico: 055
-- Coordinate: 43°47"N - 11°15"E
-- Santo Patrono: San Giovanni Battista celebrato il 24 giugno
-- Frazioni e Località: Brozzi, Careggi, Galluzzo, Gavinana, Isolotto, Legnaia, Le Piagge, Novoli, Oltrarno, Peretola, Ponte a Greve, Rifredi, Rovezzano, San Frediano, Settignano, Soffiano, Sollicciano, Trespiano
La storia
La storia della città iniziò con la fondazione nel 59 a.C di un insediamento per i veterani romani che venne chiamato Florentia. Dal IV secolo d.C. fu diocesi, e nei primi secoli del Medioevo passò sotto il dominio di Bizantini, Ostrogoti, Longobardi e Franchi sotto i quali la popolazione scese al di sotto di un migliaio di abitanti. Comune autonomo a partire dal 1115, la città fu dilaniata nel secolo XIII da lotte intestine tra i Ghibellini, sostenitori dell'imperatore germanico, ed i Guelfi schierati con il Papa, i quali, una volta sconfitti gli avversari, si divisero a loro volta nelle due fazioni dei Bianchi, capeggiati da Vieri de Cerchi e dei neri che avevano come capo Corso Donati. Le lotte si conclusero con l'esilio dei Guelfi Bianchi, tra cui figurava il sommo poeta Dante Alighieri.
Nonostante i lunghi conflitti politici, Firenze divenne una delle maggiori città d'Europa, grazie alla forte moneta, il fiorino d'oro, introdotto nel 1252, alla vittoria su Pisa, sottomessa nel 1406, e al ruolo trainante dell'élite mercantile. Prima della peste del 1348 la città contava 80mila abitanti, 25mila dei quali impegnati nel settore laniero; un tentativo di sommossa fu guidato dai cardatori (ciompi) nel 1378, che fu represso nel sangue e portò per alcuni decenni (1382-1434) al predominio della famiglia Albizzi, rivali dei Medici. Cosimo de' Medici iniziò poi la sua ascesa al potere basandosi su una vasta rete di alleati e alleandosi agli immigrati, la "gente nuova"; a lui successe il figlio Piero, e nel 1469 il nipote Lorenzo, che fu mecenate di artisti come Michelangelo, Leonardo da Vinci, Botticelli. Alla morte di Lorenzo nel 1492 fece seguito nel 1494 l'esilio del figlio Piero, il che segnò la fine del primo periodo mediceo con la restaurazione di un governo repubblicano sotto l'influenza del predicatore domenicano radicale Girolamo Savonarola, che fu giustiziato nel 1498. I Medici tornarono al potere e commissionarono a Niccolò Machiavelli le Storie Fiorentine. Il 16 maggio 1527 la città cacciò i Medici una seconda volta instaurando nuovamente un regime repubblicano, ma nel 1537 i Medici tornarono al potere con il sostegno di Impero e Papato come sovrani del Ducato ereditario di Firenze, che nel 1569 si trasformò in Granducato di Toscana, che rimarrà sotto la Signoria medicea per due secoli. Nel 1737 la dinastia dei Medici si estinse ed il Granducato passò a Francesco Stefano duca di Lorena e marito di Maria Teresa d'Austria, evento che portò la Toscana nell'orbita della corona austriaca fino alla Seconda Guerra d'Indipendenza e all'inclusione nel 1861 nel Regno d'Italia, del quale il capoluogo toscano fu anche capitale dal 1865 al 1870. La popolazione raddoppiò nel secolo XIX e triplicò nel XX, grazie alla crescita dei settori turistico, commerciale e finanziario. |
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